I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

Il trekking al nord

I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da andreaformaggi » 14/02/2014, 2:27

Se bavete 10 minuti di tempo leggete questo:
http://oldanglerskt.wordpress.com/2014/ ... vogalonga/
potrebbe valerne la pena !
ciao a tutti
I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga
andreaformaggi / 14 febbraio 2014
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Venezia è una città di pietra e d’acqua,

erede del passato splendore della Serenissima,

visitata a piedi è bella,

romanticamente malinconica( .. non triste),

meravigliosamente piena di opere d’arte,

spettrale nelle notti di nebbia con le calli illuminate solamente dalla fioca luce dei fanali,

Però Venezia,come dice Guccini, è , una citta appoggiata sul mare e quindi va vista dall’acqua ,

I ricchi commercianti veneziani si muovevano in gondola per raggiungere i loro palazzi che ancora oggi offrono loro prospetti migliori al Canal Grande,

a piedi nelle calli ,ci giravano i servitori.

Nei pochi anni di università (anche se a dire il vero frequentavo più i bacari che cà Foscari) ho imparato che Le Corbusier considerava Venezia il più straordinario avvenimento urbanistico della storia dell’uomo e,

che il Canal Grande viene considerata la più bella strada del mondo
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Si partecipa per la prima volta ad una manifestazione come Vogalonga per curiosità e per mettersi alla prova,

Si ritorna poi per essere tra i protagonisti di un evento eccezionale che ogni anno consegna Venezia ( interdetta per alcune ore alla navigazione a motore) a migliaia di appassionati su imbarcazioni a remi di ogni tipo

,che ritornano ogni anno più numerosi per il piacere di remare in questa città unica per caratteristiche ambientali e passato storico
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Quando ho comperato il mio primo S.O.T. , Enrico di Liddo, rispondendo ai miei dubbi sulle qualità nautiche del kayak che mi stava proponendo, mi disse, che:con l’RTM Ocean Duo alcuni suoi conoscenti ci avevano fatto la Vogalonga.

Non conoscevo questa manifestazione ma, da come ne parlava Enrico mi è sembrata una cosa lunga e faticosa, troppo per me.

Ho comunque preso questa sua affermazione come una rassicurazione ed ho acquistato il kayak.

Incuriosito dal nome, giunto a casa , ho fatto alcune ricerche ed ho visto fotografie del bacino di S.Marco con migliaia di imbarcazioni colorate provenienti da tutto il mondo,

Questa straordinaria manifestazione mi avrebbe permesso di navigare in una città incantata ,

che ha visto nascere lo Spritz ed il Bellini,

permettendomi di vedere dall’acqua il suo patrimonio ineguagliabile di opere d’arte.

DOVEVO/VOLEVO farla, e, dopo alcuni anni in cui ho cercato di migliorare la resistenza e le conoscenze tecniche ci stavo per riuscire.
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Ero agitato , preoccupato, emozionato perchè stavo per realizzare un impresa che solo pochi anni prima avevo ritenuto impossibile

Soprapensiero ho offerto un pezzo di torta ed un goccio di vino ad un signore che stava allestendo il suo kayak vicino al mio , questo ringraziandomi, , mi dice, (in dialetto veneto) che: conosce i goti, gli ostrogoti,i visigoti ma, i mezzigoti non li conosce, stavo per rispondergli male, poi … ho capito, mi sono messo a ridere e gli ho riempito il bicchiere.

Questo è stato il modo con cui un amico sconosciuto mi ha fatto entrare in sintonia con la Vogalonga facendomi conoscere lo “spirito” giusto per affrontare questa maratona remiera.

Chi non è ospite nelle varie strutture ricettive solitamente arriva a Venezia di buon ora , parcheggia al Tronchetto, ala l’imbarcazione come e dove riesce, poi remando nel Canal Grande ,raggiunge il bacino di S.Marco ( 4,5 Km abbondanti)

Anche noi, la prima volta abbiamo raggiunto Punta della Dogana seguendo la principale via d’acqua della città, poi abbiamo scoperto una via alternativa, navigando nei canali e nei rii dei sestieri di Santa Croce e Dorsoduro , il percorso è molto semplice (percorso rosso)
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Dal Canalazzo, subito dopo il ponte di vetro e pietra progettato da Calatrava imbocchiamo il Rio Novo e costeggiamo la sua riva sinistra fino al Rio Cà Foscari che seguiamo fino ad incrociare di nuovo il Canal Grande (3 km scarsi) ; così facendo abbiamo anche accorciato il percorso tra il parcheggio e la partenza di di circa 1 chilometro e mezzo
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Al molo del Tronchetto la mattina del 30 mggio 2005 eravamo in tre ( claudio e franchino ed io) pronti per mettere in acqua i nostri due kayak (l’ocean duo e lo scapa), con l’ unico obiettivo di arrivare “vivi” al traguardo, possibilmente entro il tempo massimo

Per essere sicuri di trovare posto nel parcheggio , per poter preparare ed alare tranquillamente i kayak eravamo partiti molto presto , forse troppo.

Dopo aver messo i kayak in acqua ci siamo diretti verso Punta della Dogana dove alla chiatta dell’organizzazione abbiamo (aspettato l’addetto e) ritirato i pettorali.
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Da perfetti novizi, per godere a pieno dello spettacolo della partenza ci siamo sistemati a centro del canale della Giudecca.

Dopo l’alzaremi ed il colpo di cannone che da il via alla manifestazione, alla vista delle prime filanti Yole a 8 che arrivavano verso di noi abbiamo capito che eravamo nel posto sbagliato e, ci siamo portati velocemente sotto la Riva degli Schiavoni dove la situazione era molto più calma. (Adesso aspettiamo la partenza sul lato sud del canale ,nei pressi dell’Isola di S.Giorgio)
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Questo percorso mozzafiato tra le bellezze indescrivibili della citta e delle isole della laguna nord
inizia dal Canale di S.Marco di fronte alla piazza ed al Palazzo Ducale da dove, costeggiando Riva degli Schiavoni fino alla punta dell’Isola di S.Elena si entra nel Canale delle Navi, che si abbandona quasi subito (dopo l’Isola della Certosa) per entrare nel Canale della Bissa. (km 5)
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Dopo l’Isola delle Vignole
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si attraversa il canale del porto di S.Erasmo passando tra l’Isola del Lazzaretto Nuovo e S.Erasmo, navigando tra velme e barene si entra nel canale Passadora:
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Remando nel canale si costeggia tutto il lato nord dell’isola di S.Erasmo (1° punto di controllo) dopo l’Isola di S. francesco nel Deserto si arriva al Canale Crevan.(km12)
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Virando a sinistra, seguendo le briccole che segnano il confine tra il canale navigabile e le paludi di S. Caterina a sinistra e di Burano a destra si ragguingono le case colorate dell’Isola di Burano. (km14)
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Tenendo a sinistra l’isola famosa per i pizzi ed i merletti dopo aver raggiunto il Canale Borgonovi seguiamo le fondamenta di S. Caterina costeggiando l’Isola di Mezorbo fino alla Scomenzera di S.Giacomo.
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Seguendo questo canale, dopo una veloce sosta (per mangiare qualche cicheto e bere un ombra) alla Madonna del Monte ( l’isola è deserta ma, il bidone che trasportano Franco e Claudio è ben fornito) raggiungiamo S.Giacomo della Palude, da quì remando nel Canale Bisato e nell”Ondello arriveremo alle 7 piccole isole che formano Murano (km 21)
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Nonostante abbia appena mangiato il nome bisato associato a quello di Murano, mi fa subito ricordare una tradizionale ricetta veneta il “bisato su l’ara”: l’anguilla al forno che Angela,” la nostra signora del lago”, prepara in maniera squisita.

Il “bisato su l’ara” più che un antica ricetta è un economico sistema di cottura usato dei vetrai dell’isola che la sera mettevano l’anguilla (bisato) a cuocere sulla pietra rovente dei forni (ara) usati durante il giorno per la lavorazione del vetro
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Con questi pensieri navigo i canali S.Giovanni e Ponte Lungo attraversando l’isola famosa per le sue Vetrerie raggiungendo dalla parte opposta il Canale degli Angeli e quello di Tessera

Facendo rotta per Venezia, seguendo le briccole in direzione dell’isola di S.Secondo raggiungiamo il Canale delle Secche , per poi rientrare in città dal Cannareggio. (km 26)
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Quì molto spesso , a causa della corrente che rende difficoltose le manovre alle grosse imbarcazioni si creano dei grossi, e fantozziani ingorghi per cui non è da escludere una leggera variante all’ultima parte del percorso. In ogni caso le fondamenta ed i ponti sono pieni di gente festosa che vi indicherà la via per il “Canalazzo”
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Remando lungo il Cannareggio ( 2° punto di controllo ) fianco a fianco con gioiosi dragoon boat e grosse caorline, eleganti gondole, ed impacciatissime yole

raggiungiamo il Canal Grande ( il Canalazzo) guardo l’orologio sono da poco passate le 14 , arriveremo prima del colpo di cannone che segna la fine della manifestazione .

Sono finalmente rilassato e solo in questo momento mi rendo conto che ho realizzato un sogno stò remando all’interno di uno dei monumenti più belli della città , e, dopo tanti anni, ho capito perchè il Canalazzo è la strada più bella del mondo
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Salutati dai componenti degli equipaggi che hanno già completato il percorso passiamo sotto il Ponte di Rialto , e a quello dell’Accademia , dopo la chiesa della Salute arriviamo a Punta della Dogana dove orgogliosi ritiriamo i nostri attestati di partecipazione.
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Una volta conclusa la manifestazione tanti equipaggi vanno a fare il “giro dei bacari”

I bacari sono vecchie osterie , bar finemente trascurati, dove stando in piedi davanti al bancone si mangiano cicheti e si bevono ombre, dove se dimentichi che Venezia è” metà fiaba e metà trappola” rimani affascinato dall’atmosfera ma,” fregato” dall’oste che ti farà pagare 2 ombre e 4 stuzzichini come un pranzo completo . (ne sarà valsa comunque la pena)

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Noi solitamente torniamo pigramente al Tronchetto attraverso i piccoli rii che segnano il confine tra i sestiere di S.Marco , Castello e Cannareggio (dal palazzo ducale , passando sotto il Ponte dei Sospiri si seguono i Rii :Palazzo,Zulian,Fava; e Tedeschi) Percorso Blù

raggiungiamo il Canal Grande al Fondaco dei Tedeschi , diamo un’ultima occhiata al ponte del Rialto ed al Palazzo del Mercato e,cominciamo a risalirlo.

Qui comincia la parte più complicata di tutta la giornata, ovvero, .navigare nel Canal Grande riaperto al traffico a motore

Facendo molta attenzione passiamo davanti alla Cà d’Oro, al Palazzo Vendramin e alla chiesa degli Scalzi dopo i ponti della Costituzione e della Libertà e arriviamo al Tronchetto
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Gli organizzatori dovrebbero tener conto di questo pericolo e considerare la possibilità di tenere chiuso il Canalazzo fino a sera

Siamo stanchi ,( in tutto abbiamo percorso circa 36 km) ma, appagati da questo bellissimo giro turistico che ci ha permesso di godere di tutti i principali monumenti della città e della laguna

Andando a zonzo per i canali di Venezia abbiamo visto :

uno dei 5 antichi cantieri nautici dove vengono ancora fabbricate a mano le gondole

lo Squero di Tramontin a Dorsoduro
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e questa “barchetta ” nel canale dalla Giudecca
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Nata come manifestazione di protesta contro i danni causati dal moto ondoso in laguna , si è trasformata negli anni in una manifestazione turistico sportiva che ha perso ogni carattere di protesta.

Le uniche proteste che si sentono sono quelle dei partecipanti per la mancanza di servizi igienici e di spazi per l’alaggio ed il varo delle imbarcazioni.

Essendo “pensata” sopratutto per i turisti stranieri, la Vogalonga è un’occasione perfetta per trascorrere una vacanza di alcuni giorni con la famiglia (quasi tutte le strutture turistiche sono convenzionate con società remiere che garantiscono, rimessaggi, noleggi e vari delle imbarcazioni) , anche se una partecipazione di questo tipo costa , organizzazioni quasi perfette non vi faranno rimpiangere il denaro speso.

Purtroppo l’organizzazione non cura allo stesso modo chi arriva il giorno della manifestazione e non ha basi di appoggio nelle strutture ricettive .

Ho notato un notevole miglioramento rispetto alla prima Vogalonga a cui ho partecipato ma, nonostante il prodigarsi dei tanti volontari , l’organizzazione non è ancora riuscita ad adeguare i servizi di assistenza a terra agli standard qualitativi del resto della manifestazione,

si sente molto la mancanza di:

-un centro di accoglienza per le persone che come noi arrivano la mattina della manifestazione , .

-un posto di ristoro coperto , con panche e tavoli dove potersi sedere pur mangiando al “sacco” con servizi igenici e magari anche le docce

non sono cose esagerate per un’organizzazione che incassa di sole iscrizioni più di 160.000 euro ogni anno.

Purtroppo anche la Venezia “in voga” non è generosa con i partecipanti che non possono spendere tanto!

Se pensate di essere abbastanza motivati per provarci, le iscrizioni vanno fatte quì

http://www.vogalonga.com/

Se venite da lontano potete dormire quì

http://www.camping-fusina.com/it/default.aspx

NOI ABBIAMO FATTO QUESTE:Anno 2005 con Claudio e Franchino Vogalonga_2006 (1) Anno 2006 con Claudio e FranchinoVogalonga_2008 Anno 2008 con Franchino e Claudio Anno 2012 con Claudio, il Biondo e Franchino
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da ciglio » 14/02/2014, 11:45

bellissimo.....certo che per fare 36 km ed il giorno dopo camminare bene ,bisogna essere allenati :pppp :pppp
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da tumba78 » 14/02/2014, 13:31

Ciao complimenti. deve essere una bellissima esperienza.
come ti sei trovato a percorrere questi 36 Km con RTM DUO?
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da vins630 » 14/02/2014, 15:24

non ho parole
veramente bello! un esperienza fantastica! :pppp
viene la tentazione di provare
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da gigio » 14/02/2014, 15:30

Stupendo, per ora non posso ma 'mai dire mai'. Grazie Andrea.


ciglio ha scritto:bellissimo.....certo che per fare 36 km ed il giorno dopo camminare bene ,bisogna essere allenati :pppp :pppp

Pare che riesca meglio facendo 3 Km/ombra
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da andreaformaggi » 14/02/2014, 18:55

ciglio ha scritto:bellissimo.....certo che per fare 36 km ed il giorno dopo camminare bene ,bisogna essere allenati :pppp :pppp

un pò di allenamento serve ,io che sono vecchio cerco di aver remato per almeno 200 km prima di andarci ,
se il tempo lo permette comincio Domenica nei laghi a Mantova
tumba78 ha scritto:............come ti sei trovato a percorrere questi 36 Km con RTM DUO?

il Duo è un gran bel Kayak, e se fosse stato lungo come il tuo sarebbe ancora nel mio garage
36 km con un doppio è poco più di una passeggiata, in quella Vogalonga l'ha usato Franco con Claudio che era alle sue prime esperienze con il kayak e se la sono cavata benissimo
E' un esperienza fantastica , che secondo me vale la pena di provare
Caro Gigio noi abbiamo delle macchine potenti che consumano molto di più di un ombra ogni 3 km
ciao a tutti e grazie per i complimenti
che fanno sempre piacere anche se sono immeritati!
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da gigio » 14/02/2014, 20:03

andreaformaggi ha scritto:Caro Gigio noi abbiamo delle macchine potenti che consumano molto di più di un ombra ogni 3 km

Effettivamente avevo un collega del quale si diceva facesse i 3 a litro :() però erano maldicenze, alla sera se i litri erano tanti, riusciva a fare solo pochi passi :lol
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da tumba78 » 14/02/2014, 20:14

Grazie per la risposta Andrea,
I tuoi racconti sono da sprono per tutti i neofiti del Kayak come me!!!!!
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da andreaformaggi » 14/02/2014, 20:41

tumba78 ha scritto:....I tuoi racconti sono da sprono per tutti i neofiti del Kayak come me!!!!!

E' un motivo per cui li scrivo, vorrei far capire che se ci sono riuscito io ci possono riuscire tutti!
gigio ha scritto:
...... se i litri erano tanti, riusciva a fare solo pochi passi :lol


una verità indiscutibile! Bellissima
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Re: I bacari,i cicheti e le ombre della Vogalonga

da venenum » 14/02/2014, 23:30

andreaformaggi ha scritto:Se bavete 10 minuti di tempo leggete questo:
http://oldanglerskt.wordpress.com/2014/ ... vogalonga/
potrebbe valerne la pena !
ciao a tutti

lapsus freudiano?

sulla guida slow food alle osterie d'italia ci sono sezione dedicate al cibo di strada e simili
per la città di vnezia ci sono indicazioni sui bacari frequentati dai locali dove normalmente non pelano (pelavano)
qualche indicazione rapp/qualità prezzo bacari/cicheti si trova anche su tripadvisor
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