I TRE FARI DELLA TERRA DELLE CAPRE - un trek facile-facile

I racconti delle nostra escursioni

I TRE FARI DELLA TERRA DELLE CAPRE - un trek facile-facile

da andreaformaggi » 08/12/2013, 17:50

I TRE FARI DELLA TERRA DELLE CAPRE
(un trek facile-facile)

Pensavo che il mome derivasse dal fiore , magari quello di mare o da un "lascito" della dominazione fiorentina , invece, deriva dal fatto che nell'antichità l'isola era piena di capre.
I Greci la chiamavano Aegilion Mikros "terra di capre minore" per distinguerla da Capraia dove probabilmente c'erano più capre.


Il periplo dell'isola del Giglioè un trek facile da organizzare,( le uniche cosa che bisogna controllare sono il meteo e l'orario dei traghetti)
corto e con molte vie di fuga, (punti dove è dove è possibele interromperlo senza grosse difficoltà)che però vi darà numerose soddisfazioni ,



Dei giorni passati al giglio ricordo,
le risate degli amici,
l'odore del mare ed il profumo del pesce appena pescato
il sole spendente,
il mare calmo e le notti sulla spiaggia,
l'acqua cristallina ed il leggero vento di maestrale
i graniti rosati, la luna piena :
e quella speciale senzazione di "isolanità" che le piccole isole riescono a dare.


Il traghetto impiega poco meno di un ora per portarci da porto S.Stefano a Giglio Porto , Guardiamo impazienti l'isola che si avvicina ,pregustiamo il piacere che ci darà navigare questi 28 km di costa che abbiamo già navigato altre volte ma, dove non abbiamo mai provato a pescare!

Lo scivolo del porto è comodo e vicino all'atracco dei traghetti , abbiamo lasciato l'auto a porto Santo Stefano, i kayak sono già carichi ed in un attimo siamo in acqua,il porto (km 0,00) è una pittoresca schiera di antiche case disposte a semicerchio dipinte di colori mediterranei
La torre a sinistra del porto ci indica che anche quest'isola è stata vittima delle scorribande saracene,
abbiamo deciso di diregerci a Nord , circumnavigando l'isola in senso antiorario,
Subito dopo il molo raggiungiamo la scogliera di granito levigato a :) Punta del Lazzaretto , ( iniziano le prime catture, un paio di sciarrani ed un'aguglia )
in alto vediamo Giglio Castello e L'Antico Faro delle Vaccareccie (1865) sostituito(perchè spesso avvolto tra le nuvole che si addesano sulla vetta del Castello) dai fari del Fenaio e del Capel Rosso costruiti dalla Regia Marina nel 1883 ,
La bella spiaggetta di sabbia granitica dell'Arenella è molto vicina a Punta della Radice, puntando a Nord , ci allontaniamo da costa navigando in prossimità della "secca della Croce"(cappello a -5) dove siamo fortunati e tutti riusciamo a pescare almeno un occhiata di notevoli dimensioni , dopo la secca rientriamo sottocosta;
Dalla selvaggia Cala Calbugina scorgiamo il Faro del Fenaio (km 5,8) che ci indica che ormai siamo arrivati alla punta settentrionale dell'isola.
Oltre Punta del Fenaio una breccia taglia la bella scogliera ,( qui il mare è profondo e proprio ai piedi della scogliera abbiamo catturato alcune bellissime occhiate) Dopo i momenti di eccitazione dovuti alle catture , alziamo lo sguardo e vediamo ,un miglio davanti a noi, l'incantevole baia del Campese incorniciata tra l'omonima torre ed il Faraglione
Il mare è di una limpidezza impensabile, le scogliere granitiche che lambiscono il mare ed il fondale roccioso fanno risaltare gli splendidi colori turchese-cobalto dell'acqua
Navigando sottocosta raggiungiamo prima Punta delle Secche(km7,10) e poi la torre Medicea del Campese (costruita nel 1700 a guardia della secca coralligena dei Pignocchi ,-5,-35 ) dopo essere passati sotto il ponte dell 'isolella vediamo gli ombrelloni sulla spiaggia dove abbiamo appuntamento con gli amici, siamo in anticipo, proseguiamo in direzione della spiaggia del Pertuso
Dopo il traliccio della vecchia teleferica raggiungiamo la Donzella ed il Faraglione(km 9,32),(quì nelle acque più profonde Franco pesca un paio di barracuda ),
passando tra gli scogli , navigando ai piedi di una costa alta e frastagliata con piccole spiaggie ciottolose raggiungiamo Punta del Gesso, dopo la Punta di Mezzofranco arriviamo a Cala dell'Allume (km12,72)dove si trova una vecchia miniera di allume di rocca chiusa ormai da anni,
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Re: I TRE FARI DELLA TERRA DELLE CAPRE - un trek facile-faci

da andreaformaggi » 08/12/2013, 17:52

giriamo intorno allo Scoglio della Cappa e ritorniamo verso Campese gli amici ci stanno aspettando questa sera saremo loro ospiti ,ma, la cena l'abbiamo portata noi! ( in totale abbiamo pescato: 11 occhiate, 2 barracuda,2 schiarrani 1 aguglia e 2 tracine ,non male !)
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Re: I TRE FARI DELLA TERRA DELLE CAPRE - un trek facile-faci

da andreaformaggi » 08/12/2013, 17:58

Il mattino dopo , come al solito mi sveglio molto presto, scendo in spiaggia, metto il kayak in acque e senza fretta navigo verso nord in direzione del Fenaio, passando sulle secche e costeggiando le scoglere granitiche ed anche oggi catturo tre bellissime occhiate, alle 9:00 come da accordi sono di ritorno, il Vip , Franco e l'Airone mi aspettano in spiaggia, facciamo colazione , salutiamo gli amici e ripartiamo
Dopo cala dell'allume(km 12,72) ,passiamo tra l'Isolotto della Cappa e le ripide pareti dello Sgrovinato, dirigendoci verso lo Scoglio del Corvo ,
la falesia del Corvo è una bella scogliera a picco sul mare incisa da un torrente che scende dall'interno dell'isola, in fondo alla scogliera una spiaggia ricciosa
dopo aver curiosato all'interno della grotta proseguiamo la navigazione, dopo il Palmeto , arriviamo alla Cala di Pietrabona; siamo nel tratto più meridionale della costa di levante, la più intatta ed incontaminata dell'isola, guardando in alto vediamo gli antichi terrazzamenti arginati da muri a secco dove viene ancora coltivata l'uva Ansonaca.
Continuando a navigare in prossimità della costa frastagliata piena di insenature e scogli ,dopo cala dello Schizzatoio arriviamo in prossimità della punta sud dell'isola,(km 18,18) il grande faro del Capel Rosso domina dall'alto una scogliera scolpita dal vento.
Come accade spesso le coste dei due versanti dell'isola sono molto diversi, più ripidi quelli occidentali e più dolci quelli orientali
Dopo la Punta, vediamo Cala Saracinesca, il Forone, le Cala degli Alberi, dopo Punta della Torricella (km 21,27)
siamo ormai vicini alla spiaggia delle Caldane, non abiamo fame e decidiamo di proseguire
dopo la cala di Capo Marino vediamo la spiaggia delle Cannelle, poi gli scogli granitici delle Scole (km 24,0)
passiamo tra i due più grandi, in lontananza vediamo la Torre del Lazzaretto
subito dopo Cala del Saraceno con i resti del murenario, la Torre del Saraceno e poi ... siamo arrivati in porto (km 25,00) il nostro breve trek è finito!,
ci siamo divertiti, ritorneremo.
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